Nuovi buoni postali: ecco quali comprare per avere il massimo rendimento possibile

C’è un momento, quando inizi a guardare i rendimenti dei risparmi “sicuri”, in cui ti accorgi che la differenza non la fa solo la percentuale, la fa il meccanismo. E i nuovi buoni fruttiferi postali 2026 sono proprio così: sembrano tutti simili, poi scopri che alcuni premiano davvero chi resta fino a scadenza, altri invece puntano sulla flessibilità, altri ancora sulla protezione dall’aumento dei prezzi.

Prima di scegliere: cosa stai comprando davvero?

I Buoni Fruttiferi Postali (BFP) sono strumenti emessi da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e collocati da Poste Italiane. In pratica, sono pensati per chi vuole semplicità, capitale garantito e una gestione senza sorprese, spesso con tagli minimi accessibili.

La domanda chiave, però, è sempre la stessa: mi serve liquidità prima della scadenza o posso lasciarli lì senza toccarli? Perché proprio lì si nasconde il rendimento “massimo possibile”.

I due “campioni” per rendimento annuo a 4 anni

Se il tuo obiettivo è ottenere un rendimento annuo lordo alto su un orizzonte breve-medio (4 anni), i nomi da ricordare sono due.

  • Buono Premium 4 anni: arriva a 2,50% fino al 3% lordo annuo a scadenza, ma la parola importante è premiale, in genere è pensato per nuovi versamenti su un libretto postale attivo.
  • Buono 100 (e varianti 4 anni): può arrivare fino al 3% lordo. È spesso la scelta “lineare” per chi vuole un tasso competitivo e regole facili.

Qui il punto è semplice: vuoi il massimo rendimento annualizzato, e puoi aspettare la fine dei 4 anni, questi due tendono a stare in cima alla lista.

Il Buono Plus 4 anni: quello che “esplode” alla fine

Poi c’è lui, quello che all’inizio sembra quasi deludente e invece è costruito per premiarti alla fine: il Buono Plus 4 anni (serie TF504A260127).

La logica è questa: durante il periodo non vedi un interesse annuo “classico”, ma a scadenza scatta un rendimento complessivo importante, pari a 5,718% lordo cumulativo in 4 anni. È la scelta ideale se:

  1. non ti interessa incassare qualcosa prima,
  2. vuoi massimizzare il premio finale,
  3. accetti la regola “o fino in fondo, o quasi niente”.

È un po’ come scegliere un viaggio con una meta spettacolare: il tratto iniziale è normale, la vista finale ripaga tutto.

Se vuoi flessibilità: il 3×4 e le uscite “a tappe”

Per chi non ama legarsi le mani, il 3×4 è interessante perché lavora su un orizzonte lungo (12 anni), ma con finestre di uscita intermedie. I tassi crescenti possono arrivare fino al 3% lordo a scadenza e puoi valutare il rimborso a 3, 6 o 9 anni.

È la tipica soluzione da “non so se mi serviranno i soldi, ma voglio una strada ordinata”.

Se temi l’inflazione: la scelta che protegge il potere d’acquisto

Quando i prezzi iniziano a correre, ci si accorge che il problema non è solo guadagnare, è non perdere valore reale. Qui entra in gioco il buono indicizzato all’inflazione (10 anni), che combina 0,60% fisso più una quota variabile legata all’indice FOI, cioè l’andamento dei prezzi al consumo. Un buon alleato se il tuo incubo è la inflazione.

Tabella rapida: quali rendono di più e perché

BuonoDurataRendimento lordo massimoIdeale per
Premium 4 anni4 anni2,50%-3% annuo a scadenzaChi versa nuovi fondi e punta al top annuo
Buono 1004 anniFino al 3%Chi vuole semplicità e rendimento alto
Plus 4 anni4 anni5,718% cumulativoChi punta al premio finale
3×412 anniFino al 3% a scadenzaChi vuole tappe intermedie
Indicizzato inflazione10 anni0,60% + variabileChi teme erosione del potere d’acquisto

Come comprarli e cosa cambia davvero (tasse, bollo, ISEE)

Ecco le cose pratiche che contano, quelle che di solito si scoprono solo dopo:

  • Requisiti: serve un libretto postale attivo, acquisto possibile online o in ufficio postale, importi spesso da 50€ (a volte da 500€, dipende dal prodotto).
  • Tassazione agevolata: sugli interessi paghi il 12,5%, quindi il rendimento netto è circa l’87,5% del lordo.
  • Imposta di bollo: in generale esente fino a 5.000€, oltre scatta lo 0,20% annuo secondo le regole vigenti.
  • ISEE: i BFP non concorrono fino a 50.000€ per nucleo familiare, un dettaglio prezioso per chi punta a bonus e agevolazioni.
  • Costi: nessuna commissione di sottoscrizione o gestione, e attenzione alle condizioni di rimborso anticipato (dopo 12 mesi in alcuni casi, ma non sempre con interessi).

La scelta finale: “massimo rendimento” significa massimo per te

Se vuoi il massimo rendimento annuo su 4 anni, guarda a Premium 4 anni e Buono 100. Se invece vuoi massimizzare il premio complessivo a scadenza, il Plus 4 anni è quello che può fare la differenza.

L’ultima raccomandazione è quasi banale, ma salva da tante delusioni: verifica sempre la serie e le condizioni nel momento della sottoscrizione. E quando senti promesse tipo “7% garantito”, fermati un attimo, respira, e torna ai numeri ufficiali. Qui, più che l’entusiasmo, vince la precisione.

Redazione K Publishing

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