Qual è la città italiana più sottovalutata per un weekend? Ecco quella da non perdere

C’è un momento, quando organizzi un weekend all’ultimo minuto, in cui ti accorgi che le solite mete, bellissime, per carità, ti promettono anche code, prezzi alti e quella sensazione di essere sempre “in fila per vivere”. È lì che iniziano le sorprese, quelle città che non urlano, ma ti restano addosso.

La risposta che non ti aspetti: una sola “da non perdere”, ma con una gemella perfetta

Se mi chiedi una sola città sottovalutata per due giorni, quella che consiglierei senza pensarci troppo è Termoli. Ha mare, storia, tramonti veri e un’atmosfera ancora quotidiana. Detto questo, c’è una “gemella del Nord” che merita lo stesso applauso: Chioggia. Sono diverse, e proprio per questo funzionano, come due alternative intelligenti alle icone strapiene.

Chioggia, la piccola sorpresa della laguna

Chioggia la scopri camminando. È una di quelle città che ti conquista per sottrazione: meno vetrine patinate, più vita vera. I canali hanno riflessi colorati che cambiano ogni ora, e i vicoli ti invitano a rallentare, senza il rumore di fondo del turismo di massa.

Cosa fare in un weekend qui, senza complicarti la vita:

  • Perditi tra calli e ponti, seguendo l’istinto, tanto la città si lascia leggere.
  • Fai tappa al mercato del pesce, anche solo per guardare, è un teatro quotidiano.
  • Concediti una passeggiata serale lungo il canale principale, quando le luci fanno sembrare tutto più morbido.
  • Se vuoi mare facile, hai le spiagge vicine, perfette per staccare senza “programma”.

Il bello è che Chioggia sembra Venezia solo per quell’aria d’acqua e di pietra, ma poi ti riporta subito a terra, con trattorie semplici, ritmi più lenti e prezzi più gentili. È il classico posto in cui finisci per dire: “Perché non ci sono venuto prima?”

Termoli, la perla discreta che ti riempie due giorni

Termoli è la risposta perfetta per chi vuole mare e storia, ma senza dover “lottare” per un tavolo o per un parcheggio. Nel cuore del Molise, regione spesso ignorata dalle rotte più battute, lei se ne sta lì, luminosa, con il suo profilo di pietra sul blu.

Qui il weekend ha un ritmo naturale:

  1. Borgo Vecchio: stradine medievali, scorci improvvisi, quel senso di protezione che hanno le città nate per resistere.
  2. Castello Svevo: imponente, fotogenico, e soprattutto un punto perfetto per capire la geografia del posto.
  3. Spiagge: ampie, comode, spesso sorprendentemente vivibili anche in alta stagione, se sai scegliere gli orari.
  4. Dintorni e piccole deviazioni: saline, borghi, strade panoramiche, quelle cose che non trovi in una guida “di corsa”.

Termoli funziona perché non è una cartolina finta. È un luogo in cui la gente vive davvero, e tu, anche da visitatore, ti senti meno spettatore e più parte del paesaggio. E sì, è una meta low-cost nel senso migliore, cioè puoi concederti qualità senza l’ansia del conto finale.

Come scegliere tra Chioggia e Termoli (senza sbagliare)

Dipende dall’umore, e questa è la cosa più bella.

  • Vuoi atmosfera d’acqua, canali, mercati e passeggiate urbane? Scegli Chioggia.
  • Vuoi un mix pulito di borgo medievale, mare e tramonti, con energia del Sud adriatico? Scegli Termoli.

Se però devo indicare “quella da non perdere” per un weekend che ti rimane in testa, dico Termoli, perché unisce più ingredienti nello stesso perimetro: storia compatta, mare immediato, autenticità senza sforzo.

Altre mete insolite per un weekend slow

Se ti prende la voglia di Italia nascosta, annota anche queste:

  • Sant’Agata de’ Goti: tufo, verde, silenzi, perfetta se ami camminare e guardare.
  • Bussana Vecchia: un villaggio di artisti che sembra una storia raccontata a bassa voce.
  • Civita di Bagnoregio: scenografica e fragile, da visitare con rispetto e tempi giusti.
  • Narni: pietra, vicoli e sorprese sotterranee, con un’aria quasi fiabesca.

Alla fine, il vero lusso di un weekend non è fare tanto, è tornare con la sensazione di aver scoperto qualcosa. Chioggia e Termoli, ognuna a modo suo, te la regalano.

Redazione K Publishing

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