Alloro, la benedizione di Dio: scopri le virtù di questa pianta

C’è una pianta che molti di noi tengono in cucina quasi per abitudine, infilata in un barattolo o raccolta fresca in giardino. Eppure, ogni volta che sfioro una foglia di alloro tra le dita e sento quel profumo resinoso, ho la sensazione che ci sia “di più”, come se la tradizione avesse custodito un segreto semplice e potentissimo.

Un’aromatica umile, ma piena di sostanza

L’alloro (il classico alloro delle corone e degli arrosti) è sorprendente perché, pur essendo molto povero di calorie, porta con sé una piccola dote di micronutrienti. Parliamo di circa sei calorie per cucchiaio, quindi l’impatto energetico è minimo, ma il profilo nutrizionale resta interessante, soprattutto quando lo si usa con regolarità.

Tra i nutrienti più citati spicca il ferro: due cucchiai di foglie essiccate e macinate possono arrivare a coprire circa il 20% del fabbisogno giornaliero di un uomo adulto. E non finisce qui, perché l’alloro contiene anche:

  • calcio e potassio, preziosi per equilibrio elettrolitico e funzioni muscolari
  • vitamina A, utile per pelle e vista
  • vitamina C, un supporto concreto per il sistema immunitario
  • acido folico, importante in particolare in gravidanza per lo sviluppo del sistema nervoso
  • vitamine del gruppo B, fondamentali per il metabolismo

Le virtù che si sentono “a pancia” (e nel respiro)

Se c’è un ambito in cui l’alloro si è guadagnato fama secolare, è quello del benessere digestivo. Foglie e bacche vengono associate a proprietà aperitive e digestive, come una piccola spinta gentile all’appetito e alla digestione. Nella pratica tradizionale viene usato per:

  • gonfiore addominale
  • coliche
  • flatulenza
  • senso di “pesantezza” dopo i pasti

Poi c’è la sua anima più “balsamica”. L’olio essenziale di alloro è legato a proprietà che aiutano a fluidificare il catarro e ad attenuare la tosse, soprattutto quando l’aria è fredda e i bronchi sembrano chiedere tregua.

A livello generale, all’alloro vengono attribuite anche proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e analgesiche. In più, nella tradizione erboristica si parla di effetto diaforetico, cioè capace di favorire e regolare la sudorazione, un aspetto considerato utile quando si ha la febbre.

Oli essenziali: il lato “tecnico” della pianta

Un punto che spesso sorprende è il comportamento degli oli essenziali contenuti nelle foglie: sono stati descritti con proprietà antibatteriche e antifungine, un motivo in più per cui l’alloro è stato così apprezzato nei rimedi popolari.

E poi c’è l’acido laurico, una molecola nota anche per il suo potenziale effetto repellente verso alcuni parassiti e insetti. È quel tipo di dettaglio che fa pensare a quanto la natura sia “ingegnerizzata” con discrezione.

Come si usa davvero: dal decotto al soffritto

Qui entra in gioco la parte più bella, quella pratica. L’alloro è versatile e, se lo tratti con rispetto, ti ripaga.

Nella medicina tradizionale è comune l’uso in infusi e decotti per disturbi digestivi, sintomi associati a ulcera gastrica e perfino dolori mestruali. L’olio essenziale compare spesso nelle tradizioni per bronchiti, sintomi influenzali, dolori muscolari e articolari.

Dalle bacche, inoltre, si ricava l’olio di alloro, impiegato in massaggi per fastidi reumatici e come supporto per rinforzare i capelli.

In cucina, invece, le foglie essiccate sono perfette per:

  • risotti e vellutate, per dare profondità senza coprire gli altri sapori
  • secondi piatti di carne e legumi, dove l’aroma “lega” e pulisce il gusto
  • brodi e cotture lente, quando vuoi un profumo che resti, ma non invada

Cosa dice la ricerca: indizi interessanti

Anche la scienza si è affacciata su questa pianta. Studi su animali suggeriscono un possibile aumento della capacità antiossidante dell’organismo con il consumo di alloro. Inoltre, in alcuni studi su persone con diabete, l’assunzione quotidiana di determinate quantità di alloro è stata associata a miglioramenti del profilo glicemico e lipidico.

Non è una bacchetta magica, ma un indizio coerente con la sua reputazione: una pianta semplice, quotidiana, che nel tempo ha dimostrato di meritarsi attenzione.

La “benedizione” sta nella costanza

La verità, dopo averlo usato e osservato, è che l’alloro funziona meglio quando smette di essere un’eccezione e diventa un’abitudine. Un gesto piccolo, una foglia nel tegame, un profumo che sale, e intanto introduci nella routine una fonte di micronutrienti, un alleato digestivo e un concentrato di composti aromatici che la tradizione, a suo modo, aveva già capito da secoli.

Redazione K Publishing

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