Qual è la spiaggia più pulita d’Italia? Il nome che non ti aspetti

C’è una domanda che torna ogni estate, come la sabbia nelle scarpe dopo una giornata perfetta: “Sì, ma qual è davvero la spiaggia più pulita d’Italia?”. E ogni volta mi accorgo che la risposta più onesta è anche quella che sorprende di più: non è una sola spiaggia, è un modo di misurare la pulizia, e soprattutto un territorio che, numeri alla mano, sta facendo qualcosa di speciale.

Perché “la spiaggia più pulita” non è una sola

Se cerchi un vincitore assoluto, rischi di inseguire un miraggio. La “pulizia” può voler dire cose diverse, e spesso ci confondiamo perché mettiamo tutto nello stesso sacchetto, acqua cristallina, servizi, rispetto dell’ambiente, gestione dei rifiuti.

In pratica, i principali criteri usati in Italia ruotano intorno a:

  • Qualità delle acque di balneazione, misurata con monitoraggi ufficiali (come quelli del SNPA 2025).
  • Bandiere Blu 2026, che premiano anche servizi, accessibilità, educazione ambientale e gestione.
  • Gestione ambientale locale, depurazione, sicurezza e tutela della costa.

E qui arriva il colpo di scena: con un quadro nazionale in cui il 95,7% delle acque monitorate risulta “eccellente”, è davvero difficile incoronare una singola spiaggia senza cadere nel “dipende”.

Il dato che cambia la prospettiva: Puglia in testa

Se invece sposti la domanda da “una spiaggia” a “dove trovo più probabilità di mare pulitissimo?”, allora la risposta si fa concreta.

Secondo i dati SNPA 2025, la Puglia è prima in Italia con il 99,7% di acque balneabili eccellenti su circa 880 km di costa. Subito dietro ci sono:

  1. Friuli-Venezia Giulia con 99,6%
  2. Sardegna con 98,7%

È uno di quei numeri che non fanno rumore, finché non li immagini: significa che, scegliendo Puglia, stai quasi sempre mettendo i piedi in un mare valutato al massimo livello.

Il nome che non ti aspetti: Nardò (e le altre sorprese Bandiera Blu)

Quando si pensa alla Puglia, spesso si finisce sempre sugli stessi nomi. Eppure, tra le località premiate e spesso “inaspettate”, ce n’è una che spunta vicino a Gallipoli ma resta più discreta: Nardò, nel Salento.

Nardò viene citata proprio per quella combinazione rara che noti subito appena arrivi: mare limpido, contesto naturale curato, e una sensazione di equilibrio tra turismo e respiro. Non è un segreto, ma non è nemmeno il classico posto che tutti nominano per primo.

E se ti piace l’idea di scoprire mete pulite senza inseguire per forza la folla, tieni d’occhio anche queste località premiate (sempre con quella logica di qualità e gestione):

  • Ginosa
  • Manduria
  • Pulsano

Sono nomi che non sempre finiscono nei reel più virali, ma proprio per questo spesso regalano un’esperienza più semplice e, paradossalmente, più “pulita” anche nel senso di vivibilità.

Non solo Puglia: altre spiagge sorprendenti in Italia

Se vuoi uscire dal radar più comune, ci sono altre località che meritano attenzione, anche perché mostrano come la qualità non sia un monopolio:

  • Pozzallo (Sicilia), con spiagge come Pietre Nere e Raganzino, sabbia fine e fondali chiari.
  • Marina di Camerota (Campania), nel Cilento, con baie turchesi e tratti scenografici.
  • Eraclea Mare (Veneto), dove alla trasparenza dell’acqua si uniscono pineta e tranquillità.

Qui la sorpresa è sempre la stessa: non serve per forza l’isola remota o la cala “irraggiungibile”. A volte basta scegliere bene e arrivare con lo sguardo giusto.

Una bussola pratica: come scegliere davvero la tua “spiaggia più pulita”

Quando pianifico, mi aiuto con tre controlli rapidi, semplici ma efficaci:

  1. Verifico la qualità delle acque nei report ufficiali (SNPA).
  2. Guardo se la località ha Bandiera Blu (criteri più ampi, non solo acqua).
  3. Considero il contesto, depurazione, gestione rifiuti, tutela ambientale, in fondo è lì che si vede la differenza tra un posto bello e un posto ben tenuto.

E sì, in mezzo a tutto questo c’è anche la biodiversità, perché un mare pulito non è solo trasparente, è vivo.

Quindi, qual è la spiaggia più pulita d’Italia?

Se cerchi un nome unico “ufficiale”, la verità è che non esiste un verdetto assoluto, perché i criteri cambiano. Ma se vuoi una risposta che ti faccia partire sereno, eccola: la Puglia è oggi la regione con la percentuale più alta di acque eccellenti (99,7%) e con 27 Bandiere Blu nel 2026, seconda solo alla Liguria per numero di riconoscimenti.

E tra i nomi che non ti aspetti, ma che hanno tutte le carte in regola per stupirti, Nardò è una scelta concreta, credibile, e sorprendentemente “giusta” al primo tuffo.

Redazione K Publishing

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